domenica 4 aprile 2010






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(Photo©Inanotherlife)



Camminavo sotto la pioggia, raccogliendo lacrime dal cielo per poter lavare il mio cuore, nel mentre sfioravo una moltitudine di gente che scappava infastidita da un temporale minaccioso quanto innocuo.
Dove se ne fuggono tutti, impauriti dal rumore dei tuoni come fossero bombe della grande guerra e dall’umidità di qualche goccia d’acqua che potrebbe scompigliare le capigliature delle Signore impellicciate di superbia.  
Volevo che niente potesse disturbare questo vagare tra i grovigli di questi miei sensi, ribelli e sfuggevoli alle convenzioni. 
Io ovviamente indifferente, non mi curavo né del temporale ne della gente. 
Mi ritrovai al solito tavolino, diventato il rifugio dei miei scomposti pensieri dispersi al di là dell’illusione che l’amore crea senza pietà, in un angolo suggestivo di questa piccola città ora quasi vuota causa lampi e tuoni, che amo profondamente e odio inevitabilmente, mentre il mio mp3 suonava come sempre qualcosa di strano … Natalie MacMaster … 
Con un libro in mano, sedevo incurante della vita che mi stava attorno, curiosando in alcune stanze della mia mente, entravo dalla porta senza bussare e aprivo le finestre, come quando per non soffocare si è costretti ad arieggiare una stanza che puzza di vecchio e di muffa. Ecco. La mia stanza odorava di sogni e ricordi, con muri dipinti d’illusione e sporchi con pennellate di ingombranti realtà. Lampi e tuoni appunto.
Lo osservai, mentre mi sedevo, per un breve istante, fui attratta da un insolito cappello, a nascondere qualche capello grigio e una vena di sottile malinconia, nell‘incrociarsi dei nostri sguardi. Si. Sono apparentemente indifferente. Tuttavia osservo con micidiale attenzione ogni particolare che potrei descrivere nei minimi dettagli in ogni momento della mia vita.
Mentre chiedevo il mio thè bianco al profumo di limone, al solito cameriere, ormai abituale interlocutore delle mie solitarie disquisizioni, lo percepivo ad ascoltare il nostro vaneggiare, che forse sarà sembrato sarcasticamente spiritoso alle risate del ragazzotto che non mi risparmiava dalle solite battute un po’ maliziose , mentre il profumo del tabacco da pipa distraeva le mie parole lasciandole correre senza senso.
Solo uno (s)conosciuto avrebbe potuto turbare il mio stato di vuota inezia.
Fù infatti l’uomo seduto come Ombra alle mie spalle a scatenare l’inquietudine.
In un attimo lungo quanto l‘infinito … delicatamente, sfiorando le mie dita posò un cioccolatino a forma di cuore, avvolto in una brillante carta rosso purpurea,  tra le mie mani. 
In silenzio senza  una parola.
Lo osservavo senza toccarlo, senza alzare lo sguardo, forse per il timore di incontrare il Suo . 
La tenerezza di quel gesto mi rubò un sorriso solitario e nascosto.
Quel piccolo cuore che ora rifletteva i riflessi di un pallido sole, scappato al temporale che ci aveva “costretti“, nostro malgrado, sotto lo stesso “ombrello“…
Ma.
La mamma me lo diceva sempre.
Non accettare caramelle dagli sconosciuti.
Ci pensai in una frazione millesimale di secondo.
Cosa sarà mai. Morirò per questo. Ora sono grande.
Che male potrà fare questo cuore al mio cuore già crepato dalla vita.
Forse anzi sarà ad avvolgerlo in un istante di illusorio calore.
Lo aprii. Mentre sentivo il respiro di uno sguardo sfuggevole.
“Sei il mio pensiero felice!” 
Riportava la carta argentea al suo interno.
Cercai in un sussulto i suoi occhi … 
Ma l’Ombra di quel viandante se ne era già andata con il vento… 
nemmeno conoscesse quel proiettile con il quale mi aveva trafitto.
Si. Io lo so. Tu sei "il mio pensiero felice" ... e lontano. Troppo lontano.
Finii di bere il mio thè. Senza leggere il mio libro. 
Senza pormi domande, senza cercare risposte. Osservando il vuoto.
Mangiai il mio cuore.
Come sempre.
Aveva ragione mia madre.
Non si accettano cioccolatini dagli sconosciuti!
Rischiano di trasformarsi (in)volontariamente in Pesci d’Aprile.







Eleonora
©Inanotherlife
Anno di Grazia 2010.IV


Ascolto: Tullochgorum - Natalie MacMaster

10 commenti:

  1. ..la vita a volte é quel respiro che senti giungere da tanto lontano che ti passa accanto e che fugge altrove e fila via col vento, lasciando nei nostri occhi il vuoto di uno sguardo mancato e forse anche il desiderio di una mano che avresti voluto che ti toccasse e che invece ha lasciato solo la sua forma nell'aria e una scia di luce nel tuo cuore...Raf

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  2. Non c'è pace ai pensieri scomposti ...Felice di ritrovarti. Davvero felice ...

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  3. Bisogna sempre curarsi dei temporali..portano in essi la poesia dei piccoli gesti.:-)ciao*

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  4. incantevole... emozione .. complimenti.. le sue parole.. sue enigmi della sua anima

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  5. Se era un "cuore" non era un "pesce d'aprile"....  La forma è anche un po' il contenuto.E poi, se era di cioccolato, quello buono, cosa importa. Recentemente mi hanno regalato del cioccolato all'arancio che ho sbafato ,  con rapida avidità, nascondendo la carta come un bambino con i baffi di marmellata e ho riflettuo sugli arcani poteri del cioccolato.La frase del cioccolatino non l'ha scritta certo Leopardi. Ma anche qui, senza contraddizioni un "pensiero felice" per sua stessa  definizione non può portare delusione" (se no non era, non è e non sarà un pensiero felice. )Io comunque vivo di ombre e pensieri.... perchè poi mi devo guastare pure quelli. Infine chi sono gli sconosciuti?  A volte proprio quelli che crediamo di conoscere di più....  a proposito un cioccolatino, al pepe?(c'è scritto un solo pensiero...Non pensare, gustami!)

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  6. sei il mio pensiero felice ....... bella questa frase ...... mi piace ...complimenti piacere di rileggerti ..ciao

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  7. colorate le tue emozioni che spingono  i miei sensi verso sponde... ohhh come sono belli i tuoi versi..grazie

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